"Niente sarà mai paragonabile a quel meraviglioso universo" (William H. Miller)
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Non poteva che essere una frase di William H.Miller, grande storico della navigazione, a darvi il benvenuto su questo sito dedicato ai transatlantici di linea.
Poche ma significative parole che descrivono un meraviglioso universo che è scomparso per sempre e che mai più tornerà. Come succede sempre, le cose più belle sono prima o poi destinate a finire, per poi entrare nella leggenda ed essere ricordate dai posteri.
Lo spettacolare periodo della navigazione di linea ne è un chiaro esempio.
Durato per più di un secolo, è stato spodestato da una tecnologia che nel ventesimo secolo ha compiuto passi da gigante e che ha voluto abbattere sempre di più le barriere dello spazio e del tempo.
Non è bastata la loro imponenza, non è bastata la loro eleganza, non è bastato il loro fascino a salvarli da un Mondo che non li voleva più e che correva a ritmi sempre più frenetici. Così gli aerei hanno battuto i transatlantici, silenziosamente…Mai nessuno avrebbe pensato che il primo aereo dei fratelli Wright sarebbe diventato un moderno jet in grado di sorvolare l’Atlantico in poche ore.
Nei primi anni del ventesimo secolo l’Ingegneria Navale era tra i settori più avanzati e pieni di sfide. Si faceva di tutto per rendere le navi sempre più veloci, potenti ed affidabili. Realizzare un liner era sempre una sfida ed un’impresa. Centinaia di ingegneri erano piegati sui loro tavoli da lavoro in enormi stanzoni con grandi aperture sul soffitto per poter lavorare al meglio e lì rimanevano per ore ed ore.
Quando poi tutto era pronto ed eseguiti migliaia di calcoli necessari, i protagonisti diventavano gli operai dei cantieri. Uomini eccezionali, braccia dell’intero progetto, spesso non sapevano né leggere né scrivere. Ma erano in grado di riprodurre precisamente ciò che gli ingegneri mostravano loro sui piani di costruzione.

In poche parole, il transatlantico di linea era il parto dell’incredibile ingegno umano, la corretta fusione tra sapere teorico e pratico che si sposavano in una perfetta creazione. Non è poi così facile definire un transatlantico, come non è facile definire ogni opera complessa che l’uomo realizza.
Spesso sono solo le persone che partecipano alla costruzione ad essere consapevoli di quanto studio e sacrificio ci sia dietro l’umana realizzazione.
Ebbene il liner racchiudeva in sé questo aspetto, questo mistero, questa perfezione che ai più si mostrava solo nel suo aspetto finito quasi fosse apparsa all’improvviso dal nulla. Ma il transatlantico non era un’opera umana qualunque, non era una realizzazione statica e semplicemente monumentale: era un mondo a sé. Non è esagerato dirlo, ma il liner era una rappresentazione della società umana.
Su suoi ponti si trasferivano tutti gli aspetti e le caratteristiche della società contemporanea. Era come una Terra in miniatura, con i suoi abitanti di tutte le estrazioni sociali: i passeggeri facoltosi delle prime classi, i meno abbienti delle seconde e la gente piena di speranza delle terze. Insomma quando la terra spariva all’orizzonte, per i passeggeri l’unico mondo che loro rimaneva per qualche giorno, era il transatlantico “orbitante” in un universo d’acqua qual era l’oceano.

Ma poi i tempi cambiarono. Come già detto, la tecnologia avanzò senza freni e il settore dell’Ingegneria Navale che era il più avanzato e di grande riferimento per gli altri campi, si trovò invece indietro costretto ad inseguirli e lottare contro una tradizione di conoscenze che quasi lo stava ingabbiando. Nonostante tutti gli sforzi non ci fu nulla da fare: i 30 nodi che sembravano una velocità imbattibile, erano ben poca cosa rispetto a quella dei jets. Per quanto cedettero lo scettro della supremazia molto difficilmente, alla fine perdettero…Questi mondi furono abbandonati dai loro “abitanti” che preferirono essere trasportati più che viaggiare…Addio sfide per il Nastro Azzurro, addio folle festanti ai porti con i loro bianchi fazzoletti, addio alle ghirlande di luci che illuminavano la buia notte atlantica, addio ai colori del gran pavese, agli sbuffi di fumo ed alle sirene che scandivano i tempi delle città portuali…Addio alla festa delle terze classi, alla musica a bordo, addio agli amori, ai giochi ed al relax sui ponti…Addio al sole dell’ovest che tramontava ogni giorno sulle prue dei transatlantici…addio agli spruzzi salini del mare e alle spumose scaglie d’argento che s’infrangevano vinte sui lunghi scafi neri… Addio al meraviglioso universo del liners che mai più ritornerà!
Oggi la storia è cambiata, le persone non navigano più per necessità e per la ricerca di fortuna in altri Paesi. Si viaggia sulle navi per piacere in modo da sfuggire per vari giorni alla vita ordinaria.

Le navi odierne sono molto diverse ed hanno ben poco del fascino dei transatlantici di una volta. Il liner in passato era l’opera più tecnologica e poterlo vedere costituiva sempre un evento per chiunque. Soprattutto nei primi anni del 1900, il transatlantico fu il solo protagonista e simbolo del positivismo mondiale con il suo senso di dominio sulla Natura. Oggi si va verso il gigantismo. Queste navi da crociera sono sempre più grandi, anche tre o quattro volte in più rispetto ai liners del passato. Eppure, a volte sembrano come piccole, poiché non sono solo le dimensioni a conferire grandezza, ma soprattutto è il significato delle opere umane che conferisce loro maestosità ed importanza. Ed i transatlantici avevano un grande significato.Questo li faceva grandi.
Oggi i nostri occhi sono troppo abituati alla tecnologia ed alle grandi misure ed è sempre più difficile stupirli.
Queste moderne navi non risultano così tanto affascinanti. C’è chi addirittura stenta a definirle navi, ma le considera come villaggi galleggianti. I liners erano tutta un’altra cosa, curati nei loro interni nei minimi dettagli e con materiali pregiati. Oggi i tempi di costruzione sono notevolmente accorciati, anche perché spesso si fa riferimento ai progetti precedenti. Queste moderne navi seppur appartengono a compagnie differenti, sembrano tutte le stesse e se non ci fosse il logo delle compagnie armatrici sarebbe difficile fare distinguo. I transatlantici, invece, ben rappresentavano i colori nazionali: era facile a New York distinguere sul North River, una nave italiana da una tedesca o inglese. Assistiamo ad un appiattimento dello stile che fa sembrare questi giganti tutti uguali. Anche all’interno le navi moderne hanno ben poco degli ampi spazi che i liners offrivano ai passeggeri. Sono piene di divertimenti, ma spesso gli spazi sono sfruttati in maniera intensiva e molte persone che sono state a bordo, hanno avuto l’impressione di trascorrere giorni in un baraonda che non lasciava tempo nemmeno al relax.
Rimane, però, in gran parte mutato, il lavoro degli ingegneri e degli operai che lavorano per queste moderne navi. Sembra che i cantieri navali siano l’ultima roccaforte di quel mondo ormai scomparso.

E’ necessario, però, spezzare una lancia in favore dei tempi di oggi. Non bisogna perdere di vista il significato delle navi nel mondo moderno, poiché ogni opera umana è specchio del suo tempo. I liners avevano senso nella loro epoca, le navi odierne ne hanno uno nella loro. E’ impossibile fare troppi raffronti e critiche accese. I transatlantici sono sicuramente affascinanti, ma non avrebbero più senso nella nostra epoca che ha tempi frenetici e che non perdona coloro che non stanno al passo con essa.
Ho deciso, dunque, di dedicare questo sito al mondo scomparso dei liners. Senza nessuna pretesa e solo per passione vorrei che in molti rispondessero all'appello che appare all'inizio di questa pagina : non dimentichiamo la storia della navigazione di linea e gli uomini che l'hanno resa grande!!! Potrete leggere sulle incredibili storie dei transatlantici e vi renderete conto che ogni liner ha una storia unica e diversa da quella degli altri. Ogni transatlantico è un po’ come un essere umano, nasce, vive, diventato obsoleto per poi “morire”. Spero, con questo sito, di aver fatto un buon lavoro e di aver espresso la mia passione per questo mondo scomparso così da contagiare altre persone.
Non mi resta che augurare a tutti i passeggeri di “Liners”buona permanenza a bordo di queste meravigliose navi!
L’autore
Gaetano Anania
Dediche e ringraziamenti
Vorrei in particolare dedicare questo sito a tutti coloro che con il loro lavoro hanno reso straordinario il periodo della navigazione di linea: gli ingegneri navali che hanno concepito queste meravigliose navi, gli operai che le hanno costruite, i capitani ed gli equipaggi che le hanno guidate nella loro vita.
Ho avuto l’onore e la fortuna di conoscere uno di questi uomini eccezionali. Il suo nome è Mario Magonio, l’ultimo “padre” del REX che oggi conta ben 98 anni, e a lui dedico questo sito e rivolgo i miei ringraziamenti.
Egli ha anche contribuito alla stesura de "Il Romanzo del Rex" di Ulderico Munzi.

Uomo eccezionale, dalla vita lunga e densa di avventure, fu operaio specializzato ai cantieri Ansaldo di Genova per molti anni e partecipò alla costruzione del super transatlantico REX . Grazie all’entusiasmo e alla dovizia di particolari con cui mi ha raccontato la storia della nave nelle sue diverse fasi (che ricorda con estrema lucidità), mi ha regalato la possibilità di poter tornare come indietro nel tempo e realizzare un mio sogno personale: conoscere un protagonista della costruzione di un leggendario transatlantico.
Vorrei ringraziare di cuore suo figlio, Alberto Magonio, persona gentilissima, disponibile, uomo di mare e appassionato di navi che mi ha dato la possibilità di incontrare suo padre. Senza il suo aiuto non avrei mai realizzato questo sogno personale!
Il mio invito è di visitare il sito di Mario Magonio (troverete il collegamento nella sezione link) e potrete scoprire più particolari sulla sua straordinaria vita, spesso segnata da eventi tragici, come il periodo di prigionia nel terribile campo di sterminio di Mauthausen: un modo per non dimenticare le atroci sofferenze causate dal regime nazista, in un mondo dove c'è chi ancora follemente accetta quanto successo o addirittura riesce a negare che il tutto abbia mai avuto luogo!
Il mio invito è di visitare il sito di Mario Magonio (troverete il collegamento nella sezione link) e potrete scoprire più particolari sulla sua straordinaria vita, spesso segnata da eventi tragici, come il periodo di prigionia nel terribile campo di sterminio di Mauthausen: un modo per non dimenticare le atroci sofferenze causate dal regime nazista, in un mondo dove c'è chi ancora follemente accetta quanto successo o addirittura riesce a negare che il tutto abbia mai avuto luogo!
Voglio ringraziare, e nello stesso tempo dedicare queste pagine, al grande storico marittimo Maurizio Eliseo, che con la sua meravigliosa produzione saggistica ha contribuito in maniera determinante ad alimentare la mia passione, creare in me nuovi spunti di ricerca e ed essere fonte di grande ispirazione.
Infine vorrei dedicare le pagine di questo sito ai cari amici e colleghi della facoltà di Ingegneria Navale di Genova, con l’augurio che possano apprezzarle, e che quest’ultime possano sempre ricordar a tutti noi la magnifica tradizione navale che ci appartiene e di cui dobbiamo esser sempre memori ed orgogliosi.
Con immensa stima
Gaetano Anania

postato da: Gaetano85 alle ore 15:41 | Permalink |
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